Grillo tra le barelle


da quotidianosanità.it di Martedì 19 FEBBRAIO 2019

Gentile direttore,

un’ulteriore notizia di malasanità? Quasi. Non si tratta di un ulteriore episodio di “formiche al letto del paziente” che tanto stanno riempiendo i giornali di Napoli e non solo, sul caso della paziente intubata inerme e a quanto pare visitata (a più riprese) da colonie di formiche che infestano l’ospedale partenopeo, ma delle tante visite a sorpresa (poi neanche tanto visto che sono attese) del ministro Grillo nei pronto soccorso Italiani (Pertini e Policlinico Umberto I a Roma, Cardarelli a Napoli)

Vorrei fare alcune considerazioni senza entrare nella dialettica della politica che non mi affascina per nulla. Premetto che non amo questo modo di fare, ovvero la spettacolarizzazione mediatica che segue alla visita di un Ministro ad una struttura pubblica. Non è la prima e non sarà l’ultima. Iniziò l’allora ministro Costa e da allora la presenza di un’alta autorità dello Stato non programmata “a sorpresa” per evidenziare veri o presunti disservizi è diventa la regola. Credo sia istituzionalmente sbagliata. Il ministro deve mandare sempre degli osservatori, anche a sorpresa e sulla base delle loro relazioni prendere seri provvedimenti, non andare di persona.

Detto questo e notando altresì che gli ospedali visitati sono tutti in Regioni in piano di rientro con commissari regionali che dovrebbero essere sostituiti (coincidenza?), devo constatare che queste visite oggi non sono viste male dai colleghi, anzi sono attese. “Quando passa da noi gli faccio vedere io …..” sento dire.

Chi lavora in condizioni disumanate vuole avere una platea mediatica dove potersi anche semplicemente sfogare. Disperati, ogni appiglio sembra utile per poter vedere, intravedere, sognare una soluzione.

Si spera di poter bloccare il Ministro e fareLe “toccare con mano” i problemi, pensando che sia questo il modo per poterlo risolvere.

Ed ecco che il medico, il reparto, l’ospedale si trova davanti ad un dilemma enorme, lacerante che divide tutti:

facciamo vedere il peggio o visto che è casa nostra mettiamo la polvere sotto il tappeto e facciamo vedere il meglio possibile?

Ricordo anni addietro la visita dell’allora governatore (annunciata) in un ospedale sempre di Roma, quel giorno il 118 era scomparso, non si vedeva un’ambulanza neanche a pagarla oro, i reparti avevano trovato letti e barelle in numero inusuale (penso che i malati siano stai messi anche negli ascensori). Fatto sta che quel giorno e solo quel giorno il pronto soccorso era vuoto e pulito ….. (era passata pure una squadra speciale della ditta delle pulizie). Una sceneggiata, un teatro appunto. Se si fosse andati nei reparti, si sarebbero trovate barelle e malati ammonticchiati nei corridoi.

Per anni i colleghi hanno rotto i rapporti con chi aveva “pulito” il pronto soccorso solo per quel giorno, per fare bella figura, per obbedire a diktat aziendali. Come nell’esercito: “Il vitto è sempre ottimo ed abbondante”.

Ricordo anni addietro la delusione di tutti, quando alla visita sempre di un Ministro, tenuto lontano dalle aree critiche (per tutelare i malati venne detto) la critica che emerse sulla stampa fu che mancavano le saponette nei bagni per i parenti, lì dove se si fosse passata la porta dell’area dell’emergenza si sarebbe notata che mancavano anche gli antibiotici.

Detto questo, speriamo che, se visite devono essere, che almeno non siano superficiali, che si possano raccogliere le testimonianze degli operatori, garantendo a chi “parla” di non essere poi messo sotto accusa in azienda. Paradossalmente chi lavora vuole parlare, avere un interlocutore politico, visto che non lo ha nella amministrazione.

Ma, lo ripeto, di patologia mediatica stiamo sempre parlando.

È di questi giorni la notizia che a seguito di un servizio televisivo il ministro abbia mandato “gli ispettori” in un ospedale a Roma. Serve un servizio per sapere che, non a Roma ma in tutta Italia, i pronto soccorso stanno scoppiando? E poi, ripetiamo, devono essere dei giornalisti a scoprire la fatiscenza delle strutture, i disagi di medici e pazienti? Servono quei pochi minuti di “luce mediatica” per scoprire un oscuro problema? Non dovrebbe essere attività routinaria sapere cosa c’è che non va? Voglio svelare al Ministro un altro segreto: basta andare sul sito della Regione Lazio per sapere in tempo reale quanti pazienti sono in attesa di visita e quanti in attesa di ricovero. Basterebbe che Stato e Regione stabiliscano un “Allert” ed intervengano, senza dover aspettare l’articolo o la visita del politico di turno.

La soluzione al problema sta a monte dei pronto soccorso ed il Ministro può e deve porvi rimedio.

3,7 posti letto per 1.000 abitanti sono troppo pochi per assistere l’anziana popolazione italiana, nessun paese CEE ne ha tanto pochi (se non la Norvegia). Basta credere alla favole di Balduzziana memoria che si risolve medicina tutto con la territoriale con apertura degli studi H24.

Le regioni in piano di rientro, avendo tagliato sul personale con l’accetta e non con la testa, non hanno medici ed infermieri per garantire neanche i 3,7 posti letto per mille abitanti. Ed oggi che potrebbero assumer non si trovano neanche i medici disposti a lavorare in posti tanto problematici.

Alcune regioni, tra cui il Lazio, hanno appaltato il 50% dei posti letto al privato. Visto che i pronto soccorsi sono quasi tutti pubblici la capacità di ricoverare direttamente e velocemente nei posti letto è di fatto dimezzata (non gestendo il pubblico come detto il 50% del 3.7 posti letto per mille abitanti).

Se non esistono i letti dove poter ricoverare, i malati rimangono ostaggi dei pronto soccorso. Esiste oggi la sanità o la malasanità delle barelle.

Siamo quindi contenti che il Ministro abbia toccato con mano queste criticità, vedere, sentire, odorare, vivere questi posti è sicuramente più efficace che leggere solo una relazione di un funzionario, ma adesso che ha toccato con mano il problema ci aspettiamo provvedimenti. Quello è il suo compito.

Anaao Assomed ha istituito una commissione di esperti che hanno elaborato molte proposte. Siamo a disposizione del Ministro per poterle condividere e risolvere un problema che non è e non deve essere più una passerella mediatica.

Francesco Medici

Consigliere Nazionale Anaao Assomed


Francesco Medici

Informazioni su Francesco Medici

Consigliere Nazionale ANAAO Socio fondatore ANMOS Consigliere nazionale COSMED Dirigente medico Ospedale San Camillo Forlanini- Roma Medico di Pronto soccorso . Incarico di Team Leader