Ma l’Ordine dei Medici rappresenta il sentire comune dei suoi iscritti?


A seguito di un evento conflittuale con un collega ho fatto una denuncia a quello che presto non sarà più il mio Ordine chiedendo un parere ed un eventuale provvedimento disciplinare nei confronti del collega che mi aveva apostrofato in sede pubblica, in occasione di un Consiglio Nazionale del sindacato cui ero iscritto, con i seguenti epiteti ” coglione ” e ” stronzo “.

I problemi che vorrei porre all’attenzione di chi volesse intervenire sono i seguenti:                                         1) L’ Ordine è tenuto a comunicare a chi espone una denuncia l’esito del procedimento messo in atto a seguito della denuncia?                                                                                                                                               2) Qualora un collega in un consesso sindacale o in qualsiasi altro consesso pubblico definisce un altro collega con epiteti ingiuriosi viola qualche norma deontologica e, se si, quale?

Inviterei tutti i colleghi ad interrogare il proprio Ordine in merito onde evitare che qualcuno di noi si senta autorizzato ad apostrofare in pubblico, per motivo di non accordo su quanto detto da altro collega in pubblico, altri colleghi restando impunito dal proprio Ordine, fermo restando la responsabilità civile e penale di fronte alla legge.

dr Mario Lafratta                                                                                                                                           Socio Fondatore di ANMOS


Mario Lafratta

Informazioni su Mario Lafratta

Medico di Continuità Assistenziale dal 1984 al 2011 Medico di famiglia dal 1987 Animatore di Formazione dal 2003 Tutor di Medicina Generale dal Gennaio 2015 Referente della Medicina di Gruppo Integrata di Altavilla dal luglio 2015 Socio Fondatore di ANMOS