Politica ipocrita, qualche riflessione sulla rimozione del prof. Cicardi


E’ di questi giorni la notizia che lo stimato collega Marco Cicardi, professore ordinario e capo dipartimento medico presso l’azienda socio sanitaria territoriale (ASST, questo l’acronico delle ex aziende ospedaliere dopo la riforma Maroni) Fatebenefratelli – Sacco di Milano è stato rimosso dall’incarico per il “venir meno del rapporto fiduciario“.

La delibera aziendale è scaricabile da Quotidiano sanità al link  http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=8424990.pdf

Secondo le motivazioni sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia , dopo l’intervista rilasciata dal collega al Corriere della Sera, edizione milanese. In quell’intervista il prof. oltre a valutazioni sulle criticità dell’impianto riformatore, anche sotto l’aspetto della tempistica realizzativa, si soffermava su alcune disfunzioni organizzative del Sacco – Fatebenefratelli, per esempio la struttura complessa di medicina, scoperta dal febbraio senza sostituzione e senza nomina temporanea, oppure vere e proprie incurie di manutenzione / ammodernamento di reparti oppure sulla carenza di personale al punto di chiudere “spazi per le sedute di ecografia ed ecodoppler“.

La delibera 1 settembre ha rimosso il collega dalla direzione di dipartimento, invocando la sua non aderenza al codice etico aziendale.

La prima domanda da porre, senza scomodare la costituzione ed il diritto di informazione, è se mai la regione o le regioni abbiano pensato ad un codice etico per i DG, quando sono inadempienti non sui conti o sull’ossequio al presidente e la giunta di turno, ma scandalosamente inadempienti quando tollerano e favoriscono l’abbassamento dei livelli di qualità delle cure oppure i livelli di sicurezza per i pazienti e gli operatori, oppure privilegiano percorsi di carriera, con nomine, appunto fiduciarie, al limite della trasparenza, per non dire opache ed arbitrarie, “politiche” nel senso più retrivo del termine. Già, tutto va bene, dal momento che i cittadini, e con loro gli operatori della sanità, il cosiddetto cliente finale collettivo, non hanno più voce alcuna, perché le varie riforme tolgono progressivamente spazio istituzionale dove porre domande ed ottenere risposte. Altro non resta se non aspettare il voto regionale per esprimere in quel unico momento una forma rituale di protagonismo, tanto civile, quanto impotente, perché finisce per condensarsi in una valutazione secca, binaria, favorevoli o contrari a tutto, sanità, trasporti locali, istruzione professionale ecc.

Altra domanda da porre è se l’informazione serva ai cittadini oppure se talora sia tentata di servirsi dei cittadini medesimi. Restando sul pezzo, come si dice in gergo, non sappiamo se la redazione del Corriere abbia offerto una intervista al DG del Fatebenefratelli – Sacco, chiedendo effettivamente conto, prima del provvedimento di destituzione, anzi a prescindere, se l’intervista del collega Cicardi contenga solo valutazioni personali oppure elementi riscontrabili. Chi meglio del DG può rispondere. Diversamente resta nei lettori il dubbio se il Prof. abbia esagerato, abbia fornito una visone strumentale e parziale delle inefficienze del suo ospedale oppure abbia risposto ad un consapevole ed informato bisogno civile che consiste nel dire quello che sa nell’interesse del buon funzionamento generale del suo ospedale, pagato con i nostri soldi di contribuenti. Se invece l’intervista al DG è stata richiesta ed egli l’ha rifiutata, lo si dica, si faccia un commento, si faccia capire, oltre la vicenda Cicardi, se i codici etici oggi vigenti nelle aziende sanitarie sono utili ai cittadini – pazienti, oppure strumento di ricatto e di censura per il controllo ideologico sui lavoratori. La vicenda del collega Cicardi è esemplare del rapporto, oggi insalubre, tra i diversi livelli di rappresentanza degli interessi, quelli del medico, quelli del DG, quelli della stampa, quelli dei cittadini, che in ultima analisi sono il terminale di tutto, ma esprimono diritti sempre meno esigibili nella quotidianità, quanto più sono chiamati alla sacralità del voto, del si/no, dell’astensione/non astensione, del confermare o meno quel partito, quel leader o quell’altro …..

Non si ha dunque notizia dell’intervista offerta, oppure offerta e rifiutata, invece leggiamo dell’intervista rilasciata dall’assessore Gallera, che riportiamo integralmente, come tratta dalle cronache giornalistiche:

La decisione di rimuovere il dottor Cicardi dal suo incarico non ha nulla a che vedere con la riforma. Personalmente, dinnanzi a critiche mosse da un professore di fama internazionale come Cicardi, ho ritenuto opportuno incontrarlo immediatamente. L’ho fatto contattare subito dopo l’uscita dell’intervista per fissare un appuntamento e l’ho incontrato immediatamente, al rientro dalla pausa estiva, lo scorso primo settembre. L’incontro e’ stato molto positivo e cordiale durante il quale ho ascoltato con attenzione le sue riflessioni e critiche sulla riforma sanitaria di cui faro’ tesoro. Mi ha spiegato le sue idee per rendere piu’ incisivo quel cambio di prospettiva che portera’ il nostro sistema socio sanitario dalla cura al prendersi cura e su come unire l’ospedale al territorio anche attraverso un coinvolgimento dei medici di Medicina Generale all’interno degli ospedali. Un incontro, ripeto, molto cordiale durante il quale gli ho prospettato anche un suo coinvolgimento in alcuni gruppi di lavoro per l’applicazione proprio della legge 23“.

Continua “Dall’altra parte vi è l’autonomia organizzativa degli ospedali in cui la politica non deve entrare. Per questa ragione è assolutamente legittima l’azione del direttore generale dell’ospedale Sacco e del tutto inopportuna la richiesta avanzata da alcuni esponenti politici di un intervento mio o del presidente Maroni al fine di revocare il provvedimento preso nei confronti del dottor Cicardi. Nelle Aziende Socio Sanitarie Territoriali vige un codice etico che tutti i dipendenti sono tenuti ad osservare che impone di astenersi da ogni dichiarazione pubblica che possa incidere negativamente sull’immagine dell’ASST“.

Non possiamo che congratularci con l’assessore, per la sua sensibilità politica, oltre che umana, certo l’incontro con il prof. Cicardi gli fa onore. Più onore gli fa la puntualizzazione che ” vi è l’autonomia organizzativa degli ospedali in cui la politica non deve entrare”.

Che sia la volta buona ?

Caro Prof. Marco Cicardi, il suo sacrifico sembra valso a qualcosa, finalmente ci dobbiamo aspettare “l’autonomia organizzativa degli ospedali in cui la politica non deve entrare”. Siamo fiduciosi, ma come fare a denunciare il contrario, se mai dovesse ripresentarsi, da Bolzano a Palermo, con la ghigliottina dei codici etici e del rapporto fiduciario ?

Care redazioni giornalistiche vi invitiamo più spesso negli ospedali, proprio quando non vi sono casi di mala sanità, perché il sano e un po’ desueto giornalismo investigativo salva la vita dei pazienti, le carriere degli operatori bravi ed onesti, rende inutili queste meraviglie dei codici etici e, non guasta, svela l’ipocrisia della politica.

 


Gianfranco Rivellini

Informazioni su Gianfranco Rivellini

Specialista in Psichiatria dal 1995, Criminologia Clinica e Psichiatria Forense dal 2001. Dirigente medico, dal 1995 presso ASST Mantova. Svolge il ruolo di perito del giudice in materia psichiatrico forense da oltre 15 anni. Attualmente Consigliere Nazionale ANAAO-ASSOMED. E' stato membro delegazione trattante di parte sindacale CCNL Dirigenza medica presso ARAN, a partire dall'anno 2000. Socio Fondatore ANMOS------------------------------------------------------------------------------------------------- mail to: anmosrivellini@yahoo.it