Tutto ruota attorno alla persona


TUTTO RUOTA ATTORNO ALLA PERSONA

La necessità imprescindibile dell’umanizzazione delle cure – come attenzione posta alla persona nella sua totalità per i bisogni organici, psicologici e relazionali – è diventata una priorità in Italia, dove l’etica della cura – uno dei più importanti paradigmi teorici affermatisi all’interno del pensiero filosofico e della medicina tradizionale del Novecento, rischia di saltare. Troppo spesso identificata solo in opposizione a uno stato di malattia, la salute è un diritto umano fondamentale legato ad aspetti sociali, ambientali, economici e politici.
Non è necessario essere laureati in Medicina per capire che il modo migliore per spendere meno in sanità è fare di tutto per diminuire il numero di coloro che si ammalano. Per ottenere questo rovesciamento di prospettiva siamo obbligati a vedere le cose con gli occhi del paziente e non del professionista. Ma dove va la scienza medica?

L’umanizzazione dovrebbe essere a tutto tondo, non solo sugli spazi, ma anche sull’organizzazione del funzionamento quotidiano, come pure la salvaguardia della dimensione sociale, ricordando che formazione professionale e medicina sono anche scienze morali che hanno l’uomo come loro oggetto e loro fine.
Il fine antropologico è la cura della persona: è incompleto quel sapere che studia il corpo umano e agisce su di esso senza conoscere “chi è l’uomo”.
In quest’ottica il medico di famiglia resta il miglior referente: migliore è il grado di comunicazione empatica tra medico e paziente, migliore è l’adesione alla terapia e la risposta alla cura.
Il colloquio medico/paziente prevede attenzioni, fiducia e rispetto da entrambe le parti.
La medicina narrativa – nata per valorizzare il vissuto dei malati – evidenzia come nell’ambito della comunicazione e della comprensione medico-paziente non vadano dimenticati gli aspetti relazionali per migliorare la qualità dell’assistenza. Un paziente deve potersi “raccontare”, vuole essere ascoltato. E per ascoltare si intende una funzione cognitiva ed emotiva che permette di capire ciò che è stato detto, diversamente dall’udire che è una semplice registrazione di suoni: nell’ascoltare gli altri occorre una reale volontà di capire e di mettersi dal loro punto di vista, a parole, a silenzi, a gesti, consacrati dalla tradizione ippocratica. Ogni caso ha la sua storia di cui prendersi cura. Che cosa chiede innanzitutto un malato al suo medico? Contrariamente a quanto si può pensare, non scienza e notorietà, ma gentilezza e disponibilità. Una presenza solidale e partecipe. Tra le richieste più importanti che un paziente fa al medico c’è il tempo dedicato alla visita, in cui si concede sufficiente tempo e spazio per esprimersi.
La civiltà della tecnica del XX secolo ha cambiato per molti versi la professione del medico, sempre più produttivo e tecnologicizzato, ma spesso frettoloso e disattento ai bisogni del malato, su cui gravano incombenze burocratico-amministrative che sottraggono spazio ed energia alla ricerca di una equilibrata relazione col paziente. Nonostante ciò, il medico rimane nel vissuto delle persone un punto di riferimento imprescindibile, di appoggio e di sostegno.
Un dato – questo – che costituisce un punto di partenza per una nuova modalità di riflessione sul presente e sul suo significato.
ANMOS, Associazione Nazionale Medici e Operatori Sanitari, con la sua visione olistica del sistema Salute, esprime il bisogno di recuperare una capacità considerata quasi persa, quella di sapersi ascoltare e di gestire la relazione tra medico e paziente e tra paziente e medico, in un interagire che è base del sentirsi accomunati da un unico obiettivo, quello di tutelare la salute del paziente da parte del suo medico ma anche quella di tutti gli uomini, indipendentemente dal loro status di paziente o di medico.

Sara Malaspina


Mario Lafratta

Informazioni su Mario Lafratta

Medico di Continuità Assistenziale dal 1984 al 2011 Medico di famiglia dal 1987 Animatore di Formazione dal 2003 Tutor di Medicina Generale dal Gennaio 2015 Referente della Medicina di Gruppo Integrata di Altavilla dal luglio 2015 Socio Fondatore di ANMOS